Appello per Antonio e la Sua Famiglia
Ciao a tutti, cercando alcune informazioni ho incontrato la storia di Antonio; ho contattato telefonicamente il sig. Ugo Ferrantino di Foggia che mi ha confermato la veridicità del messaggio.
Ve lo riporto di seguito:
"Antonio è un giovane di 18 anni, alto, prestante e molto intelligente.
Ha una famiglia umile composta da 2 genitori amorevoli e un fratellino di 6 anni.
Antonio ama la vita e si impegna per viverla nel migliore dei modi.
A scuola ha sempre ottimi risultati, è un giovane sorridente e continua ad essere pieno di vitalità, anche dopo la scoperta di un terribile male che potrebbe spezzargli quella vita che lui ama tanto.
Antonio ha un cancro al cervello che comprime il nervo ottico e per questo è necessario che che venga sottoposto ad un intervento il prima possibile.
Un tentativo il 6 maggio è stato fatto presso l'ospedale di San Giovanni Rotondo, ma data la gravità del problema non è stato possibile intervenire ed ai genitori è stato consigliato di affidarsi ad un centro specializzato che opera in Francia.
La Famiglia di Antonio, però, non ha i mezzi economici necessari per dare al proprio figlio questa possibilità di vita essendo il padre disoccupato (ha perso il lavoro circa un anno fa) e la madre impegnata in un lavoro che le consente di portare a casa solo 300,00 € al mese.
I genitori hanno chiesto aiuto ad amici, conoscenti, parenti, e chiunque potesse dare loro una mano, ottenendo però solo qualche centinaia di euro, troppo poco per una operazione talmente complessa da richiedere un lungo periodo di degenza in ospedale ed una lunga riabilitazione.
Quando i genitori si nono rivolti rivolti a me, io non ho potuto chiudere le mie orecchie, né il mio cuore a tanto dolore.
Io vorrei chiedere ad ognuno di voi un aiuto concreto per essere vicino a queste persone che oggi hanno bisogno di noi. Vi chiedo, intanto, la diffusione di questa lettera a tutti i vostri conoscenti, ai contatti che avete su Facebook, alle vostre mail e a chiunque possa essere sensibile e adoperarsi per il bene di questa famiglia.
Per favorire la solidarietà e il contributo economico che ciascuno vorrà dare ho consigliato ai genitori di aprire un conto bancario di cui vi riporto l'IBAN. Un aiuto importante potrebbe, anche, essere l'offerta di un posto di lavoro per il papà di Antonio, per permettergli di aiutare il proprio figlio. Di seguito rilascio il recapito telefonico del papà di Antonio, da utilizzare solo per offerte di lavoro ed i miei riferimenti che potranno servire ad avere tutte le informazioni del caso, o per offerte che, per qualsiasi motivo non è possibile depositare direttamente sul conto della famiglia.
Tutti insieme, e con il poco di ciascuno, si potrà fare tanto e permettere a questa famiglia di continuare a sperare per la vita del proprio figlio. Occorre fare presto però, non c'è tanto tempo visto che il giovane dovrà essere trasferito al più presto in Francia se si vuole ottenere qualche importante risultato. Ringrazio anticipatamente tutti coloro che collaboreranno con il proprio intervento, e spero insieme a tutti voi che con il nostro aiuto una vita possa essere salvata."
Il Presidente Provinciale Forum delle Associazioni Familiari - Ugo Ferrantino 0881631187 – 0881977528 - 3279932214
Per Bonifico:
IBAN: IT94A0300232974023275949378
Cellulare Papà di Antonio 3397074384
Appunti di vendita
Navigando alla ricerca di spunti di riflessione ho trovato delle pagine che, per chi come me si occupa di vendita, sono risultate davvero
interessanti e mi hanno strappato anche
qualche sincera risata:
Ritratto di un venditore di successo
Leggila è bellissima... tutta di un fiato... non ti fermare
Ieri ho ricevuto una mail con l'oggetto che ho indicato nel
post; me la mandava mia sorella Cristina, ho cominciato a leggere e non ho voluto
smettere di pensare! L'avrei dovuta inoltrare a tutti o a nessuno.
Invece di
fare io una selezione ho deciso di pubblicarla, cosicchè la possa leggere
chiunque:
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di
apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe
mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola
ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo
lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel
modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le
cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di
mio figlio?'
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay,
handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di
realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano
quel bambino.'
A quel punto cominciò a narrare una storia: Shay e suo padre passeggiavano nei
pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a
baseball. Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?' Il padre di
Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un
giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare,
questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli
altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non
aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno
in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è
all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel
nono'
Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise
su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con
un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che
il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell'ottavo inning, la squadra
di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del
nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro
arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un
campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio
salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay
segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche
pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A
questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la
partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa
impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno
colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore,
capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico
momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e
mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tiro arrivò a
destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore
si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il
tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò
lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il
battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all'uomo in prima
base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.
Invece... il
tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che
nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i
componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima
base! Corri in prima base!'
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così
lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con
occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono: ' Corri fino alla
seconda base!'
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel
momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai
recuperato la palla.
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla
quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto
tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui,
la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che
nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: 'Bravo Shay,
vai così! Ora corri!' Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team
avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel
momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel
punto tutti gridarono: ' Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da
solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe
della partita.
'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le
squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed
umanità'.
Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno
dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver
reso orgoglioso e felice suo padre.. non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre
quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
-------------------------------------
Grazie Cristina per questa mail.
Alessandro
Mi presento brevemente... ma molto brevemente :-)

Benvenuti, mi chiamo Alessandro Franceschini e sono nato a Messina il 23 Maggio 1970.
Sono un isolano di nascita, con il Mare nel cuore e tanta voglia di comunicare.
Per il resto sono un "cittadino del mondo", uno che dove lo metti sta, uno che ama viaggiare, per lavoro o per diletto, uno che ama stare con il prossimo, che ama conoscere il prossimo, perchè solo così, ho scoperto, posso conoscere me stesso.


