Leggila è bellissima... tutta di un fiato... non ti fermare
Ieri ho ricevuto una mail con l'oggetto che ho indicato nel
post; me la mandava mia sorella Cristina, ho cominciato a leggere e non ho voluto
smettere di pensare! L'avrei dovuta inoltrare a tutti o a nessuno.
Invece di
fare io una selezione ho deciso di pubblicarla, cosicchè la possa leggere
chiunque:
Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di
apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe
mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola
ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:
'Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo
lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel
modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le
cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di
mio figlio?'
Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.
Il padre continuò: 'Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay,
handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di
realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano
quel bambino.'
A quel punto cominciò a narrare una storia: Shay e suo padre passeggiavano nei
pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a
baseball. Shay chiese: 'Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?' Il padre di
Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un
giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare,
questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli
altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.
Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non
aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno
in cerca di consenso e disse: 'Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è
all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel
nono'
Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise
su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con
un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che
il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell'ottavo inning, la squadra
di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del
nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.
Anche se nessun tiro
arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un
campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio
salutava suo padre sugli spalti.
Alla fine del nono inning la squadra di Shay
segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche
pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.
A
questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la
partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa
impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno
colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore,
capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico
momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e
mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.
Il primo tiro arrivò a
destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.
Di nuovo il tiratore
si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.
Come il
tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò
lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora finito. A quel punto il
battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all'uomo in prima
base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.
Invece... il
tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che
nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i
componenti delle due squadre incominciarono a gridare: 'Shay corri in prima
base! Corri in prima base!'
Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così
lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con
occhi spalancati dall'emozione.
A quell punto tutti urlarono: ' Corri fino alla
seconda base!'
Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel
momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai
recuperato la palla.
Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla
quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto
tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui,
la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che
nessun altro della squadra potesse raccoglierla.
Tutti urlavano: 'Bravo Shay,
vai così! Ora corri!' Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team
avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel
momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.
A quel
punto tutti gridarono: ' Corri in prima, torna in base!!!!'
E così fece: da
solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe
della partita.
'Quel giorno' disse il padre piangendo 'i ragazzi di entrambe le
squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed
umanità'.
Shay non è vissuto fino all'estate successiva.
E' morto l'inverno
dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver
reso orgoglioso e felice suo padre.. non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre
quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.
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Grazie Cristina per questa mail.
Alessandro


